LA BORSA DI LUCY CROWN

ONE BAG, ONE WOMAN

 

LA BORSA

PINTO

 

 

BORSA CREATA DA ANGELA PINTO DI RétroBOTTEGA

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RètroBottega

 

Classica e non convenzionale…la scelta giusta per la Donna Moderna


Pochette in stile anni Cinquanta rivisitato in chiave rock!
Questa originalissima borsa bianca, nera e verde è realizzata artigianalmente in Italia con pellami e tessuti di prima scelta. La pattina in vera pelle bianca e nera, è tagliata a mano, decorata con borchie in finitura ottone ed è illuminata in alto da una striscia di pelle verde brillante.
Il corpo della borsa è in tessuto stampa vichy, rinforzato con tela e internamente foderato in ecopelle nera. Si chiude con due calamite e, come tracolla, ha una catena in finitura ottone che, grazie a due piccoli moschettoni può essere facilmente rimossa. Infatti si può sia indossare con la catena, come una borsa a tracolla in stile rock, sia portare a mano come una pochette in stile rétro.
Questa clutch artigianale ha le dimensioni giuste per contenere cellulare, portafoglio, chiavi, trucco, e tutto ciò che è indispensabile quando si è fuori casa. Perfetta sia di giorno che di sera…

Misure:
Altezza: 18 cm
Larghezza: 30 cm
Profondità: 5 cm
Lunghezza tracolla: 125 cm (si può richiedere anche una lunghezza differente)

 

Il PERSONAGGIO : LUCY CROWN

LUCY CROWN CHARACTER

Era una ragazza alta, dai soffici capelli biondi e dagli occhi grandi, grigi, a pagliuzze dorate. Vi era un che di curiosamente orientale nel suo viso. Aveva un naso molto dritto che si univa senza interruzioni alla fronte larga e bassa. Il labbro superiore s’incurvava all’insù, per poi appiattirsi in modo strano e sembrava tagliato di netto, bruscamente, agli angoli. Ella sembrava provenire da una stirpe di bionde tra le quali si fosse insinuata, furtiva, e forse soltanto per una notte, una danzatrice di Bali. Lucy aveva una bocca piena, esitante, e un modo di parlare soffiato, lento, lievemente sconnesso. Non vestiva mai rispettando completamente la moda, e soleva tenere le mani intrecciate in grembo quando sedeva o abbandonate lungo i fianchi, come una bambina educata e bene allevata, quando era in piedi.

 

“ E se un giorno decidessi di diventare una moglie moderna?”  in queste parole rivolte al marito Oliver, Lucy Crown racchiude tutto il significato degli eventi e delle scelte che la porteranno ad uscire dall’anonimato della convenzionalità e a diventare una donna sicura di sé e indipendente. Ma prima di raggiungere la piena autoconsapevolezza, Lucy deve acquisire coscienza di sé come donna. Quando il marito, troppo protettivo e opprimente, le dice : “ Non lo farai…Per questo ti ho sposata così giovane. Per catturarti prima che ti formassi a modo tuo.”  Infastidita Lucy gli risponde : “ non giudicarmi così malleabile. E’ offensivo.” Lucy comincia a mostrare i primi segni di insofferenza quando, sapendo che Oliver non approva il rossetto vistoso, decide di punirlo tracciando un grande arco rosso sulle labbra, facendole sporgere, servendosi del mignolo. Fingendo di cercare un posacenere per non doverla guardare, Oliver afferma : “ Conosciamo molte coppie moderne le cui decisioni vengono prese da entrambi i coniugi. Ogni volta che vedo una donna dall’espressione scontenta, so che il marito le permette di decidere a modo suo.”  “ Se non ti avessi sposato Oliver, penso che ti odierei.” conclude Lucy. Nel momento in cui, specchiandosi, la signora Crown osserva il proprio corpo notando “ i piccoli segni segreti del tempo”  cerca di convincere se stessa a non pensare alla sua età, trentacinque anni. Lo specchio in realtà è un simbolo, esso rappresenta il vero Io di Lucy che desidera uscire allo scoperto, è la sua anima che, ancora imprigionata, la chiama attraverso il riflesso di un’immagine che fino a quel momento è stata assoggettata ai desideri del marito. “ Si spazzolò i capelli. Li portava lunghi, un po’ più in giù delle spalle, perché a Oliver piacevano in quel modo. Lei li avrebbe preferiti più corti, specie in estate.” Lucy comincia a provare disgusto per la sua condizione di subordinazione, non vuole sentirsi inferiore solo perché le convenzioni stabiliscono che il marito debba “ sempre avere ragione”. Oliver ha la capacità di dominare e comandare, allegramente, educatamente, senza alcuno sforzo, e il più delle volte senza volerlo, chiunque gli stia accanto, e Lucy non riesce più a tollerare quella pazienza esausta che la “ paralizzava in uno stato di quasi amnesia, poiché sapeva quanta esasperata impazienza mascherasse.”  Lucy non sopporta più di essere rimproverata per il suo disordine nel tenere i conti di casa e prova la tragica sensazione che il mondo moderno sia troppo complicato per lei “ Odio restar sola. Non sono capace di star sola. Sono troppo stupida per la solitudine.”  In realtà Lucy Hammond, prima di sposare Oliver Crown era stata l’assistente di un biologo che eseguiva ricerche sperimentali alla Columbia University. Oliver le aveva detto che studiare le alghe marine unicellulari era un’attività assurda per una giovane donna della sua bellezza. Eppure, Lucy  non aveva mai “ saputo rendersi conto di tutto il potere della sua bellezza” ma dopo l’incontro fatale con Jeff Bunner, ella decide di emanciparsi da una vita repressa e da un marito troppo protettivo, rendendosi protagonista  di un atto anticonvenzionale per la sua epoca  In Lucy Crown l’infedeltà coniugale porta all’evoluzione del personaggio e alla maturazione della protagonista la quale diventerà addirittura una  donna in carriera! A Parigi, quando ormai sono passati dieci anni dalla fatidica estate, Lucy incontra Dora, la moglie di suo figlio Tony, che le chiede se si trovi a Parigi come turista. “ Solo in parte” risponde Lucy Crown “ Lavoro per una organizzazione di New York, collegata, più o meno ufficialmente, all’ONU.” Si stabilisce in tal modo il capovolgimento dello stereotipo dei ruoli nel rapporto Uomo/Donna negli anni Cinquanta-Sessanta.

LA STORIA

LUCY CROWN

 

Quando rievochiamo il passato, individuiamo un momento nel tempo che fu decisive, in cui la formula della nostra esistenza mutò, un momento nel quale incominciammo irrevocabilmente a muoverci in una nuova direzione. Il mutamento può essere il risultato della volontà o del caso; possiamo lasciare alle nostre spalle felicità o rovine e incamminarci verso una felicità diversa o rovine ancor più disastrose. Ma non c’è ritorno. Il momento può essere proprio tale , un attimo in cui un ingranaggio gira, uno sguardo viene scambiato, una frase viene pronunciata…oppure può trattarsi di un lungo pomeriggio, di una settimana, di una stagione, di u n periodo di tempo durante il quale l’esito è dubbio, durante il quale l’ingranaggio gira un centinaio di volte, e le piccole cose casuali si accumulano l’una sull’altra. Per Lucy Crown fu un’estate.

Lucy Crown,  romanzo di Irwin Shaw pubblicato nel 1956, è il romanzo dell’amore materno soffocato ma non spento da una repentina passione, e insieme dell’amore filiale tradito : la crisi di tre anime, Lucy, il marito Oliver, il figlio Tony, che si inseguono, si perdono e si ritrovano attraverso il deserto dei sensi e dell’odio ; tre vittime di un disordine morale. La tragica sensualità, la fatalità della colpa, l’adolescenza inquieta, la solitudine nel dolore…tutti motivi che si intrecciano in questa storia che ha il ritmo incalzante della tragedia e la luce di una rinnovata speranza.

Lucy Crown è la moglie di Oliver Crown e la madre di Tony, un fragile tredicenne. Durante una vacanza estiva in Vermont,  Lucy inizia una relazione con Jeff Bunner il ragazzo che suo marito ha assunto come tutore per Tony. Quest’ultimo, da sempre protetto e coccolato dai genitori  a causa della sua salute cagionevole, ha sviluppato un carattere infantile incline ai voli della fantasia. Tuttavia quell’estate trascorsa sui monti del Vermont rappresenterà anche per lui un brusco risveglio che lo porterà ad una crescita repentina.  Spronato da Susan, un’amica conosciuta sul posto, Tony si troverà ad essere testimone dell’infedeltà coniugale della madre e la nuova consapevolezza porterà alla disgregazione del matrimonio e della famiglia. Tony si allontanerà da sua madre che lo rivedrà solo molti anni dopo in un incontro casuale in un bar di Parigi. In quell’occasione Lucy scoprirà che Tony si è sposato, ha un figlio e vive a Parigi dove conduce una vita da artista. La donna si rende contro che dietro la facciata di felicità, suo figlio è estremamente infelice. Nel frattempo Oliver è morto, ucciso da un cecchino durante la Seconda Guerra Mondiale, e la visita compiuta alla sua tomba situata nel piccolo villaggio francese in cui riposa per sempre, segna la riconciliazione definitiva tra madre e figlio.

Valentina C. by 101bags

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