La borsa Cleopatra

UNA BORSA, UNA STORIA

LA BORSA : MANUELA PATCH ( di Silent People)

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Leather touch…Soft Power : il trionfo della femminilità

Design impeccabile, materiali originali e uno stile contemporaneo che unisce tradizione e innovazione, artigianalità e ispirazione nella borsa Manuela Patch. I tessuti e i materiali con cui è stata realizzata sono una giacca in pelle di un autista di carro armato italiano degli anni Sessanta, la decorazione è un gancio ricavato dalla cinghia ventrale di un mulo dell’Esercito Italiano degli anni Trenta mentre i manici sono delle vecchie briglie da cavallo. In fine, un maglione lavorato e ricamato a mano degli anni Settanta costituisce il tessuto di rivestimento della borsa Manuela Patch alla quale i giochi cromatici del chiaroscuro conferiscono un inconfondibile effetto “nature”. Senza mai offuscare la matrice artigianale che da sempre caratterizza le lavorazioni di Silent People, grazie alla palette cromatica declinata nei toni caldi della terra e della sabbia, la donna che indossa questa borsa non può fare a meno di sentirsi l’energia addosso, un brivido caldo provocato dalla carezza delle nuance del deserto. Lasciamoci avvolgere da calore e dalla passione di questa creazione moderna ma dalla bellezza immutabile proprio come la classica bellezza di Cleopatra, la regina baciata dal sole d’Egitto.

Materiali di audaci per una donna dotata di una inesauribile energia sia fisica sia morale, con una forza caratteriale fuori dal comune. La donna che sceglie la borsa Manuela Patch di Silent People ama essere notata e apprezzata; difficile da accontentare, come Cleopatra sceglie sempre di circondarsi di caratteri brillanti capaci di sostenere il confronto con la sua intelligenza istintiva e il suo carattere forte e battagliero di donna appassionata, franca e leale la cui ambizione è farsi valere in un mondo governato da valori legati al mondo maschile. Cocciuta e perseverante, la donna che sceglie la borsa Manuela Patch è tenace e, nel perseguire la vetta più alta, non esita ad affrontare le difficoltà più grosse con appassionata dedizione.

La donna: Cleopatra

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E Cleopatra? Un trionfo di femmina,

se è vero quello che si dice in giro.

ENOBARBO

È vero! Quando ha visto Marcantonio

la prima volta, lungo il fiume Cidno,

gli ha tolto il cuore e se l’è messo in tasca.

Vi dirò.

Quanto alla sua persona,

superava qualsiasi descrizione:

era seduta sotto un baldacchino

di seta, tutto trapuntato d’oro,

e offuscava l’immagine di Venere,

com’è rappresentata nei dipinti

dove vediamo che la fantasia

sopravanza di molto la natura.

AGRIPPA –

Oh, preziosa visione, per Antonio!

ENOBARBO –

Le sue ancelle, come le Nereidi,

altrettante sirene intorno a lei,

la riguardavano fisso negli occhi,

facendole ornamento cogli sguardi.

Dal barco si spandeva tutt’intorno,

a penetrare le vicine sponde,

un arcano, ineffabile profumo.

AGRIPPA –

Mirabile egiziana!

Ora Antonio dovrà piantarla in asso,

e per sempre.

ENOBARBO –

No, non lo farà mai!

L’età non può appassirla, quella donna,

né l’abitudine render stantìe

le sue grazie, di varietà infinita.

Donna di sensi, di intelletto e di passione, Cleopatra rappresenta l’incarnazione della varietà della vita e dell’arte, dell’amore, del desiderio. Cleopatra è la “luce del mondo”, la “grande maga”, punto e principio di una delle più alte opere della piena maturità di Shakespeare, Antonio e Cleopatra. Lungi dall’essere la donna corrotta e calcolatrice che usa la sua femminilità al servizio dell’ambizione politica, la Regina del Nilo diviene in Shakespeare il trionfo della femminilità intesa come libero principio di vita, avulso da calcoli e strumentalizzazioni, una femminilità pura, il cui linguaggio è un trionfo di vita. La libertà, l’amore, la pienezza e l’integrità dei sentimenti sono vita, e Cleopatra in quanto principio femminile è portatrice di vita. È per questo motivo che la mirabile Regina d’Egitto, la donna-azione, incarnazione del mondo femminile, può essere soltanto causa di apparente sconfitta di Antonio, ma non della sua rovina. Lo storico Plutarco la descrive come una donna la cui funzione è soltanto quella di causare la rovina di Antonio suscitando nel valente condottiero romano una tale follia d’amore, una passione così assoluta e senza misura da indurlo a tralasciare i suoi doveri militari e politici. In realtà mondo di Cleopatra è dominato dai valori del mondo femminile come l’amore, la pienezza e l’integrità dei sentimenti, ovvero da valori che portano la vita. In tal modo l’apparente sconfitta dei due amanti diviene vittoria contro il mondo di Cesare, un mondo maschile di morte e di oppressione in cui i sentimenti sono asserviti ai giochi di potere e di ambizione. Shakespeare ci parla di una Cleopatra lontana dal calcolo e dall’intrigo, di una donna che esprime il sentimento e la passione liberi da ogni condizionamento, da ogni calcolo. Antonio è diviso tra il mondo femminile di Cleopatra e il mondo maschile di Cesare, tra l’Egitto e Roma, e la sua autentica colpa è quella di aver preferito il calcolo politico, la sicurezza del potere alla realtà dei sentimenti accettando di sposare Ottavia, la sorella di Cesare, per mantenere l’alleanza contro Pompei. Il calcolo dunque appartiene a Cesare e Antonio quando è lontano dall’influsso di Cleopatra. Quest’ultima, alla notizia della tradimento dell’amato, ha una furiosa reazione di gelosia che riversa sul messaggero che dall’Italia le ha portato la notizia della riconciliazione di Antonio con Cesare e del suo matrimonio con Ottavia.

Forse è giusto, ma non è mai bene

Portare cattive notizie. Date a un messaggio gradito

Una schiera di lingue, ma che le cattive notizie

Parlino da sole quando colpiscono.

Messaggero

Ho fatto il mio dovere.

Cleopatra

E’ sposato?

Non potrò odiarti più di quanto ti odio

Se dici ancora “ si”.

Messaggero

E’ sposato signora.

Cleopatra

Gli dei ti dannino! Insisti ancora?

Messaggero

Dovrei mentire?

Cleopatra

Oh, vorrei che tu mentissi,

se anche la metà del mio Egitto si inabissasse

e si mutasse in cisterna di squamosi serpenti.

Via, via di qua! Avessi pure il volto di Narciso,

per me saresti orrendo. E’ sposato?

Messaggero

Imploro pietà da Vostra Altezza.

Cleopatra

E’ sposato?

Messaggero

Non vi offendete che che io non voglia offendervi.

Punirmi per quel che voi mi fate fare

Mi sembra molto ingiusto: sì, è sposato

E con Ottavia.

Cleopatra

Oh, che la sua colpa

Debba fare di te una canaglia,

quando non sei la notizia di cui ti dici

così sicuro! Vai via di qui; la merce

che hai portato da Roma è per me troppo cara.

Ti rimanga in mano e ti mandi in rovina!

Esce il messaggero

Charmian

Coraggio, mia buona regina.

Cleopatra

Lodando Antonio ho disprezzato cesare.

Charmian

Più volte, signora.

Cleopatra

Ecco la ricompensa. Conducetemi via di qua,

mi sento svenire, o Iras, Charmian! No, non è niente.

Vai da quell’uomo, mio buon Alexas, chiedigli

Di descriverti l’aspetto di Ottavia: l’età,

l’indole, bada che no dimentichi il colore

dei capelli. Vieni subito a riferire.

Lasciamolo per sempre al suo destino. No no…

Charmian, benché da un lato sia dipinto

Come una Gorgone, dall’altro è un Marte.

Dite ad Alexas che voglio sapere

Quanto è alta. Compatitemi, Charmian,

ma non parlate. Conducetemi alla mia stanza.

Di volta in volta aggressiva o passiva, impulsivamente appassionata o lucidamente raziocinante, infantile o regale, astuta o sincera, Cleopatra è una donna consapevole di quanto l’amore possa rendere vulnerabili le sue vittime. Tuttavia la regina è una donna attiva, non passiva, che agisce, non subisce, che afferma se stessa come entità indipendente dall’uomo che ha al fianco. Cleopatra è sostanza, vita, pienezza esistenziale e, nel conflitto tra la ricchezza dei sentimenti e la sterile aridità del potere, è in ultima analisi proprio lei, la regina sconfitta, a vincere. “Ho in me aneliti immortali…[…] Sono fuoco e aria, gli altri gli elementi li abbandono a una vita inferiore” Cleopatra, la regina incandescente, è dunque vivida espressione di femminilità, principio vitale, in cui anche le cose più vili acquistano grazia. Donna dotata di una indomabile forza di volontà, Cleopatra trasforma la propria sconfitta in una vittoria: rifiuta di essere portata a Roma come prigioniera e, piuttosto, preferisce il morso velenoso di un aspide.

Cleopatra: Vi ringrazio, addio.-

Ira, che ne pensi? Tu, marionetta egiziana,

dei salari data in mostra al Roma come me.

Chiari e artigiani, con i loro grembiuli unti, e i regoli

e i martelli, ci solleveranno bene in vista.

Avvolte nei loro piatti pezzi, rancidi

di cibi grossolani, saremo costrette

a respirare quei vapori.

[…]

Presto, Charmian! Comandatemi come una regina,

donne, andate a prendere i miei vestiti migliori.

Sto per tornare sul Cidno a incontrare Antonio-

Vai, Iras, bambina ( ora, mia coraggiosa Charmian,

siamo alla fine) , e quando avrai eseguito

il tuo compito, sarai libera di giocare fino al giorno

del giudizio: portami la corona e gli altri ornamenti.

Prima guardia

Dov’è la Regina?

sabbia parlate piano, non quella degli altri

Prima guardia

Cesare ha mandato…

Charmian … Una messaggero troppo lento.

Oh, vieni presto, vieni, ti sento solo un poco.

Prima guardia

avviciniamoci, presto; c’è qualcosa che non va.

Cesare è stato giocato.

[…]

Cesare : coraggiosa

In morte più che in vita, ha compreso

le nostre intenzioni e, da regina, ha scelto la sua via.

E così, beffando Cesare, la regina d’Egitto sancisce, nella apparente sconfitta, la vittoria del principio femminile sul principio maschile, ribaltando abilmente il ruolo di vincitore e vinto.

La Storia : Antonio e Cleopatra

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Cleopatra

Se davvero è amore dimmene la quantità.

Antonio

E’ povero l’amore che consente misura.

Cleopatra

Metterò dunque un limite fino a cui essere amata.

Antonio

E allora dovrai trovare un nuovo cielo, una nuova terra.

Antonio,  triumviro di Roma insieme ad Ottaviano e a Marco Emilio Lepido, si è fermato in Egitto dopo essersi innamorato della regina Cleopatra. Antonio riceve la notizia che sua moglie, Fulvia, si è ribellata contro Ottaviano, ed è morta. Ora il triumvirato è minacciato da Sesto Pompeo, figlio del Pompeo avversario di Giulio Cesare. Pompeo ha raccolto una flotta, insieme ai pirati Menecrate e Mena e controlla la Sardegna e la Sicilia. A causa di questa situazione, Antonio è consapevole che deve tornare a Roma. Nonostante l’opposizione di Cleopatra, parte.

Tornato a Roma, Ottaviano convince Antonio a sposare sua sorella, Ottavia, per saldare i legame tra i due generali.

In Egitto, Cleopatra viene a sapere del matrimonio di Antonio, e la sua collera si placa solo quando le sue cortigiane le assicurano che Ottavia è brutta, bassa, rozza, con il viso rotondo e con capelli sciupati.

I triumviri discutono con Pompeo, e gli offrono un accordo: egli può mantenere il controllo della Sicilia e della Sardegna ma deve aiutarli a “liberare tutto il mare dai pirati” e mandargli un tributo in grano. Dopo qualche esitazione, Pompeo accetta e i generali s’intrattengono in un festino sulla galea di Pompeo. Tuttavia più tardi, Ottaviano e Lepido rompono la tregua con Pompeo, e i combattimenti ripartono. Questa decisione è disapprovata da Antonio, che è furente.

Incapace di stare lontano da Cleopatra, i condottiero romano torna ad Alessandria e accusa Ottaviano di non aver spartito con lui le terre conquistate a Pompeo e si prepara a dargli battaglia. Enobarbo, il suo fidato luogotenente, lo spinge a dare battaglia sulla terraferma anziché in mare in quanto le navi di Ottaviano sono più leggere e meglio condotte. Tuttavia, convinto da Cleopatra che gli ha messo a disposizione la sua flotta, Antonio rifiuta ma, durante la battaglia navale, subisce un sconfitta ad Anzio, nel Nord della Grecia, e la regina abbandona il campo con le sue sessanta navi. Antonio la insegue causando così la disfatta del suo esercito e poi torna ad Alessandria inseguito da Ottaviano. Quest’ultimo cerca di convincere Cleopatra a tradire Antonio come già hanno fatto molti dei suoi seguaci, incluso Enobarbo. Vergognandosi per i suoi gesti, dovuti all’amore che egli prova per Cleopatra Antonio la richiama per averlo fatto sembrare un codardo, ma pone anche il suo amore sopra ogni altra cosa, dicendo “datemi un bacio, questo basta a compensarmi.”

Nel frattempo però, Ottaviano manda un messaggero a chiedere a Cleopatra di consegnargli Antonio, e di allearsi con lui. Antonio entra in scena e, rabbioso, condanna il comportamento della regina. Fa frustare il messaggero, e finalmente perdona Cleopatra, e le promette di combattere un’altra battaglia per lei, questa volta sulla terraferma.

La battaglia comincia bene per Antonio, finché Ottaviano non la tramuta in una battaglia navale. Ancora una volta, Antonio perde, la sua flotta si arrende, ed egli denuncia Cleopatra credendo che anche lei lo abbia tradito.

“questa infame egiziana mi ha tradito.”

Cleopatra capisce che l’unico modo per riconquistare l’amore di Antonio, è quello di fargli credere che si è uccisa, con il suo nome come ultime parole. Ella si rinchiude nel suo mausoleo con le ancelle più fidate e aspetta il ritorno dell’amato.

Il suo piano, però, fallisce: invece che correre per vedere Cleopatra morta, con il cuore pieno di rimorso, Antonio decide che la sua vita non ha più senso. Chiede a Erote, uno dei suoi più intimi amici, di trapassarlo con una spada; Erote non riesce però ad uccidere il suo generale, e si suicida. Antonio ammira il coraggio di Erote e cerca di morire allo stesso modo, ma si ferisce solamente. In uno stato di dolore lancinante, scopre che, in realtà, Cleopatra è ancora viva. Si trascina fino al suo mausoleo, e muore tra le sue braccia.

Cleopatra decide di seguirlo sia per il grande amore che prova per lui sia per evitare la vergogna di essere trascinata in trionfo per le vie di Roma come una schiava qualsiasi. Infatti, Ottaviano Cesare è deciso a far risuonare la propria vittoria umiliando la Regina d’Egitto, pertanto cerca di impedire che ella compia un gesto estremo; tuttavia, l’astuta sovrana riesce ad ingannarlo facendogli credere di voler vivere, mentre invece ha già deciso che il morso velenoso del “serpentello del Nilo che uccide e non fa soffrire” porrà fine alla sua esistenza, sancendo il suo personale trionfo su Ottaviano.

By Valentina di 101bags

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2 pensieri su “La borsa Cleopatra

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